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27/06/06

CiottinaViola
Dalla C2 all'Europa
Era il 14 maggio del 2006: in quel di Verona, dopo anni passati in mezzo agli incubi di serie C2,C1 e B, la Fiorentina conquistava sul campo la Champion’s League. Ma già nell’aria, in quel di Verona, al Bentegodi, si respirava un non so che di tensione, di ansia, di una strana paura che infastidiva un po’ tutti. Già da una settimana, da quel magnifico Fiorentina - Reggina incorniciato da quel “ Let’s Go Viola” fatto di tante bandierine blu e tante stelle, l’aria si era fatta più pesante. Se proprio quella domenica avevamo “salutato” i nostri cari amici juventini con striscioni del calibro di “Moggi da te un me l’aspettavo!”, solo un paio di giorni dopo ci eravamo visti anche noi coinvolti nel cosiddetto scandalo “Calciopoli” . Inutile descrivere lo stupore, lo sconvolgimento che fu provocato in tutti noi viola. – Ma come? Noi? Equiparati alla Juve? Impossibile - . Ma proprio due mesi dopo quella Champion’s conquistata a Verona, l’inferno della B ci travolse. alle ore 22.00 di quel maledetto venerdì 14 luglio, la Fiorentina finiva in Serie B, con 12 punti di penalizzazione. Di nuovo un incubo; dopo esserci rialzati più volte, dopo essere riemersi da quell’abisso che ci aveva trascinati giù fino alla C2, di nuovo ci vedevamo costretti a scendere in B, sotto lo 0, a -12. Proprio in quei giorni a Folgaria i nostri ragazzi si stavano preparando per la stagione a venire, una stagione che avrebbe dovuto dire “Champion’s” , e che invece diceva “Serie B, -12”. C’erano ragazzi come Mutu o Liverani, campioni del loro calibro, che si ritrovavano ad allenarsi per la serie cadetta. C’era un uomo chiamato Cesare Prandelli, che parlò a questi ragazzi logicamente sconfortati, che grazie però alle sue parole si sentirono almeno “un pochino” più sereni. E c’era un uomo di nome Pantaleo Corvino, che invitando squadra, tifosi e giornalisti a prendere un caffé, versandosi lo zucchero disse : - IO MI SENTO IN SERIE A, NOI TUTTI DOBBIAMO SENTIRCI IN SERIE A – Passò un’estate torrida, non solo dal punto di vista del clima, e alla fine di Agosto ci venne, per così dire, “ridotta la pena” : Serie A, certo, ma a -19; peggio di noi soltanto la Juve. Forse “a caldo” la Serie A, anche se con 19 punti in meno, ci fece gioire, era comunque la Serie A, si poteva tutto. Forse stavamo tutti correndo troppo. Neppure il Campionato ci dava una mano: sabato 9 settembre, prima partita dell’anno, a Firenze, ma contro l’Inter, quell’Inter predestinata ad uno scudetto di plastica. Alla fine di quei primi 90 minuti uscimmo dal Franchi sconfitti per 3-2, con l’unica soddisfazione regalataci da Toni, quel Toni che già ci eravamo immaginati in maglia nerazzurra, che ci donò una doppietta, ma che soprattutto ci fece salvare almeno la faccia. Ma andando avanti con le settimane la situazione non migliorò. Ci stavamo iniziando già a preoccupare: la squadra non andava purtroppo… stranamente i ragazzi spesso si mostravano impauriti,insicuri… il fardello della penalizzazione si faceva sentire eccome, qua bisognava fare qualcosa, la situazione doveva assolutamente sbloccarsi. Così nella settimana seguente Prandelli decise di mettere i cosiddetti “puntini sulle i”. Innanzitutto parlò con i suoi ragazzi: era giunto il momento di alzare la testa, di combattere. La paura non poteva ostacolarci. In seguito si rivolse a tutti gli altri: alla stampa e a tutta la piazza fiorentina, quella piazza che sa spesso entusiasmarsi, ma che talvolta si butta giù un po’ troppo facilmente. La situazione non si mostrava così agevole da affrontare. Era stata presa un po’ sotto gamba. Ma con l’aiuto di quella stessa piazza, quella situazione poteva cambiare. E infatti fu ciò che accadde: mercoledì 22 settembre 2006, al Franchi si assisteva alla prima vittoria della Fiorentina nella stagione 2006-2007, 1-0 contro il Parma, gol di Mutu, quel gioiello rumeno che proprio da quella sera tutti i fiorentini cominciarono ad amare. Quattro giorni più tardi a Udine fummo costretti ad assistere ad un’ulteriore sconfitta, purtroppo, ma qualcosa stava già cambiando. Se non ci fu il gol, fu solo per sfortuna. Stava per iniziare, e questa volta per davvero, il Campionato Viola. 1° ottobre 2006: Fiorentina - Catania 3-0, gol di Jorgensen, Toni e Dainelli, -13; 15 ottobre Empoli – Fiorentina 1-2, gol di Toni e Mutu, -10; 22 ottobre Fiorentina – Reggina 3-0, gol di Mutu, Santana e Blasi, -7; 25 ottobre Torino – Fiorentina 0-1, gol di Jorgensen, -4. I giornali titolano: “Si torna a Volare” ; “Mutu e Toni, la coppia d’attacco più forte del Campionato” ; “Fiorentinissima”. Stavamo tornando grandi… Nel frattempo stava per arrivare un’ulteriore “riduzione della pena”: quel 28 ottobre ogni Viola stava fremendo. A sera, sarebbe stato reso noto l’esito dell’Arbitrato. Per tutto il giorno si assisté ad una vera e propria tombola, ognuno si divertiva a fare pronostici, le indiscrezioni si susseguivano… si parlava di 5 punti, chi era convinto di una riduzione che andava dagli 8 ai 12 punti, qualcuno sosteneva persino che ce li avrebbero tolti tutti. E intanto l’ansia cresceva. Finalmente, intorno alle 23.00, l’annuncio tanto atteso, che però deluse tutti, dal presidente, passando per i giocatori, fino ad arrivare all’ultimo dei tifosi: i punti tolti erano soltanto 4. Ma non era delusione, no, era molto di più: era RABBIA, FRUSTRAZIONE, un desiderio irrefrenabile di GIUSTIZIA VERA però, che non arrivava. Subito si pensò ad un ricorso al Tar, l’ultima possibilità affinché ci fosse restituito ciò che ci era stato ingiustamente tolto. Ma ciò significava una possibile esclusione dalle competizioni europee, quindi decidemmo, seppur a malincuore, di rinunciare a quest’idea. Ma la rivincita – ci dicevamo – quando sarebbe arrivata sarebbe stata molto più dolce. Il Campionato non si fermava, due giorni più tardi già ci attendeva un’importante sfida casalinga, quella col Palermo, una squadra che, all’inizio del campionato, si era dimostrata molto competitiva, ma soprattutto molto in forma. La sfida non deluse le aspettative di nessuno, anzi fu una delle più appassionanti ed emozionanti del Campionato. Purtroppo però ci vide uscire sconfitti: un 2-3, raggiunto dopo una lotta senza esclusione di colpi. Prima un gol di Di Michele, poi autogol di Barzagli, ancora il Palermo con il gioiello brasiliano Amauri, poi la Viola si risveglia con Mutu… è quasi fatta, ma una fatale distrazione ci fa prendere l’ultimo, definitivo gol della sconfitta, che brucia un po’ certo… ma non si sa come mai, parla anche di vittoria. La domenica successiva dobbiamo assistere ad un’umiliazione: la Roma all’Olimpico ci distrugge con un secco 3-1, ma di partite così se ne vedranno ben poche nel corso della stagione Viola. E infatti fino a Natale si prosegue di gran carriera grazie a cinque vittorie e tre pareggi, per un totale di ben 18 punti accumulati, incorniciati da una bella vittoria casalinga col Messina: 4-0 con i gol di Toni, Potenza, Liverani e Mutu, anticipata da uno striscione regalatoci da tutto lo staff viola, che titolava: “SIETE UNICI… BUON NATALE E BUON 2007” Dopo ben 22 giorni di stop, riparte il Campionato: è il 14 gennaio. I nostri sono reduci da un’importante preparazione svoltasi a Marbella ( Spagna ), e i risultati, in quel di Genova contro la Sampdoria, ancora non si vedono : forse la stanchezza ha avuto la meglio sui ragazzi. La partita termina a reti bianche. Poi una sconfitta al Meazza, l’unica che si può tollerare, contro l’Inter, quell’Inter che ripetiamo, era già destinata allo scudetto… di plastica però. E ricomincia la serie positiva, una sola sconfitta a Parma il 18 aprile. 35 punti conquistati, anche in occasioni importanti. Due vittorie ottenute in campi senza pubblico (contro Udinese e Catania ), una contro un fortissimo Empoli, due pareggi più che memorabili (contro Roma e Milan) e un bellissimo 0-1 realizzato all’Olimpico, contro una Lazio terza forza del Campionato. Mancano solo due giornate alla fine: il 20 maggio, a casa di un Messina già retrocesso e demoralizzato, viene raggiunta la Uefa grazie ad un pareggio. Ma la festa può aspettare ancora altri soli sette giorni, nel luogo che ci piace di più, nel luogo che amiamo: FIRENZE. E così è: 27 maggio 2007: nella città Viola l’aria è umida, qualche misera e flebile goccia di pioggia vorrebbe rovinarci la festa, ma non ci riesce, OF COURSE! I cuori di tutta la città irradiano il Franchi di splendore e gioia. Non potrebbe essere altrimenti, con una stagione da brividi così! Tutto sembra preannunciare un’ulteriore vittoria per concludere in bellezza… quei nasi viola che abbelliscono ogni settore dello stadio ci riescono in maniera particolare. Un finale stupendo, con i gol di Mutu - la certezza - , Montolivo e Pazzini - il futuro - , Reginaldo - la stella appena nata che ci lascerà pur avendoci regalato fortissime emozioni - , i saluti commossi di un grandissimo Toni - che di lì a poco ci saluterà , lo sappiamo tutti - e con i salti all’unisono di Prandelli e tutta la Fiesole, si chiude un anno magico… Un’enorme bandiera viola, ornata da un gigantesco giglio, trasportata lungo tutto il campo dai giocatori, sembra esprimere tutte le nostre più profonde emozioni… DA -19 ALL’EUROPA… GRAZIE RAGAZZI!!!

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